CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XII LEGISLATURA

 

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PROPOSTA DI LEGGE     N. 332

 

 

presentata dai Consiglieri regionali

 

Istituzione dell’Elenco regionale

delle professioni pedagogiche della Sardegna

 

 

 

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RELAZIONE DEI PROPONENTI

 

 

 

Il panorama dei bisogni educativi e formativi risulta oggi molto più articolato e complesso che nel passato. Alla tradizionale area scolastica si è affiancata in questi ultimi anni, anche in Sardegna, un’area educativa extrascolastica, con una domanda di formazione diffusa e differenziata nelle articolazioni di una società complessa.

 

Il sistema dei servizi sociali e sanitari, cosi come la richiesta di prestazioni private in ambito pedagogico ed educativo sono stati caratterizzati da un processo di crescita e di rinnovamento tali da richiedere un’azione educativa, di formazione e di recupero sempre più efficace e capillare.

 

I nuovi orientamenti di politica sociale promossi dalla Regione Autonoma della Sardegna (Legge regionale 25 gennaio 1998, n. 4 - Riordino delle funzioni socio-assistenziali) hanno posto l’accento sulla centralità della promozione delle risorse umane, della partecipazione, della lotta al disagio e all’emarginazione e hanno messo in risalto l’importanza di un’adeguata azione educativa preventiva, nonché di interventi specialistici di natura socio-pedagogica in molteplici campi e settori : da quelli relativi all’educazione extrascolastica, dell’infanzia e dell’adolescenza, agli interventi di consulenza ed orientamento di giovani adulti per l’assunzione di ruoli familiari, professionali e sociali, a quelli del tempo libero e per un migliore inserimento sociale.

 

Anche nell’ambito della sanità, con il diffondersi di strutture pubbliche e private che si occupano di handicap, delle tossicodipendenze, della sofferenza esistenziale adulta, si è riconosciuta la necessità di garantire all’utenza, oltreché le necessarie prestazioni psichiatriche e psicologiche, specifici interventi di natura pedagogica.  Fino a oggi nella nostra regione tali interventi sono stati offerti per lo più dal settore privato, nel quale operano in qualità di consulenti un numero notevole di pedagogisti.

 

Per sostenere una simile richiesta di prestazioni pedagogiche ed educative nei diversi ambiti e settori di intervento, occorrerà prevedere un numero sempre più rilevante di professionisti specializzati, in possesso di competenze qualificate, per garantire adeguate azioni di prevenzione e recupero in favore dei singoli, delle famiglie, dei gruppi e delle comunità. Nel contempo occorrerà estendere le prestazioni pedagogiche anche al settore pubblico.

 

Attualmente nelle strutture degli enti locali, negli enti di formazione o nelle imprese private sono in servizio operatori dotati di una varietà di titoli di formazione e con una preparazione professionale spesso frammentaria e insufficiente. Gli educatori che operano nei diversi servizi pubblici e privati, presenti nella nostra regione, sono sovente in possesso di diplomi rilasciati al termine di corsi triennali, biennali e annuali, assunti qualche volta anche senza il possesso di uno specifico diploma. A questo proposito le organizzazioni sindacali e di categoria hanno più volte ribadito la necessità che la preparazione iniziale del personale educativo debba essere curata dalle università, in modo che l’intero settore sia adeguato al più presto alla normativa e agli standards europei.

 

Accanto a queste figure operano in Sardegna, con il titolo di pedagogista, laureati in pedagogia o scienze dell’educazione, assunti in ruolo o convenzionati con enti pubblici o privati, che ricoprono ruoli organizzativi e funzioni dirigenziali, svolgendo attività di coordinamento e consulenza di strutture e servizi, valutazione e verifica degli interventi educativi, nonché attività di orientamento scolastico e professionale, formazione, aggiornamento e riqualificazione del personale impiegato nei settori formativo ed extrascolastico.

 

Va detto però che nelle imprese, nelle cooperative, nella pubblica amministrazione e negli enti di formazione, la professione di formatore e di esperto nei processi formativi è esercitata il più delle volte da soggetti in possesso di lauree contigue a quelle in pedagogia e in scienze dell’educazione. Si tratta di operatori che hanno costruito nel tempo la propria competenza ma che risultano sprovvisti del titolo professionale specifico.

 

In proposito va aggiunto che ricerche e studi condotti dalla comunità europea sul problema dell’educazione extrascolastica hanno evidenziato che, di fronte alla varietà dei settori di impiego, la formazione iniziale e il profilo del pedagogista non debbono risultare frammentari, ma piuttosto sia necessaria una figura professionale capace di agire nelle diverse condizioni di intervento. Tale unitarietà della formazione e del profilo è intesa come garanzia per facilitare gli inevitabili processi di mobilità di lavoro che sono sempre più frequenti in un sistema sociale in movimento.

 

Data la situazione descritta appare urgente la previsione di una normativa regionale che dia ordine al settore, affinché sia assicurata una qualità degli interventi sempre più elevata. Tutto ciò si può perseguire secondo i proponenti  attraverso una chiara definizione della figura del pedagogista e dell’attività che è chiamato a svolgere.

 

La presente proposta di legge regionale detta norme per l’istituzione di uno specifico elenco professionale, la cui tenuta e aggiornamento saranno curati da una specifica Commissione composta da funzionari regionali e da rappresentanti delle professioni pedagogiche della Sardegna.

 

Il riconoscimento pubblico del valore e del ruolo del pedagogista comporta norme severe per l’accesso alla professione, per cui l’ammissione all’esame di iscrizione all’Elenco regionale è subordinata non solo al possesso della laurea in pedagogia o scienze dell’educazione, ma anche:

 

a)   per i laureati in pedagogia, della documentata attività di tirocinio annuale post lauream o equivalenti esperienze lavorative nell’ambito della professione pedagogica ;

b)  per i laureati in scienze dell’educazione, dell’attestazione del tirocinio professionale svolto durante il percorso di studi universitari.

 

            L’esercizio dell’attività di pedagogista prevede una specifica preparazione di carattere teorico e pratico, sia durante il percorso degli studi universitari, sia con eventuali perfezionamenti e specializzazioni post-lauream promosse dalle università in collaborazione con le associazioni regionali rappresentative della categoria. 

 

             L’istituzione dell’elenco regionale delle professioni pedagogiche della Sardegna vuole garantire la comunità locale rispetto a un riconoscimento pubblico di prestazioni professionali specializzate offerte ai cittadini in modo autonomo o all’interno di enti, istituzioni, imprese pubbliche o private.

 

            Le norme transitorie, necessarie per  la prima applicazione della legge, tendono a salvaguardare criteri di severità nel consentire l’iscrizione all’elenco, senza cedere a rischi corporativistici. Per tale motivo, tenendo conto della situazione pregressa, la proposta di legge prevede una Sessione speciale dell’esame di accesso all’elenco regionale in cui valutare i candidati ammessi per particolari casi.

 

 

 

 

 

TESTO

 

 

 

 

Art.1

Definizione della professione di pedagogista

 

 

 1. La professione di pedagogista si esplica in attività: di consulenza educativa e rieducativa rivolta alla persona e alla famiglia; in attività di progettazione educativa ed attuazione diretta di itinerari formativi individuali, familiari e di gruppo; in attività di coordinamento e direzione  di settori, servizi e progetti educativi; in attività di formazione, aggiornamento e riqualificazione di operatori educativi, scolastici,  socio-assistenziali e della formazione professionale ed aziendale; in attività di ricerca e sperimentazione  educativa sul campo ed in merito ai problemi del settore di competenza. L’ esercizio della professione pedagogica comprende l’uso di strumenti conoscitivi, diagnostici, metodologici e d’intervento. 

 

 2. Il pedagogista eroga le sue prestazioni alla persona di qualsiasi età, alla coppia, alla famiglia, al gruppo e alle istituzioni; nei settori assistenziale, culturale, del tempo libero, della formazione professionale, giuridico, penitenziario, sanitario, scolastico e sociale.

 

Art.2

Requisiti per l’esercizio della professione di pedagogista

 

1. Per esercitare la professione di pedagogista, in forma autonoma o mediante rapporto di lavoro subordinato, è necessario avere conseguito l’abilitazione in pedagogia, dopo aver superato uno specifico esame ed essere iscritto nell’apposito Elenco regionale della professione di cui all’articolo 3.

 

2. Sono ammessi all’esame tutti i cittadini che abbiano conseguito il diploma di laurea in Scienze dell’educazione o in Pedagogia.

 

3. L’esame di accesso all’Elenco di cui al comma 1 è disciplinato con decreto del Presidente della Regione, previa deliberazione della Giunta Regionale, su proposta delle associazioni e regionali rappresentative della categoria,  entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge.

 

 

Art.3

Istituzione dell’Elenco regionale

delle professioni pedagogiche

 

1. E’ istituito, presso l’assessorato regionale competente in materia di sanità e assistenza sociale, l’Elenco regionale delle professioni pedagogiche  di seguito denominato “Elenco”.

 

2. Possono iscriversi all’Elenco tutti coloro che siano in possesso dei requisiti previsti dall’articolo 4 della presente legge.

           

 

Art.4

Requisiti  per l’iscrizione all’Elenco

 

1. I pedagogisti, ai fini dell’iscrizione nell’Elenco, debbono possedere i seguenti requisiti :

a)   maggiore età ;

b)  essere cittadino italiano o cittadino di uno Stato membro dell’Unione Europea. Sono equiparati i cittadini extracomunitari che abbiano regolarizzato la loro posizione in base alle norme vigenti in materia di immigrazione e sulla condizione degli stranieri in Italia;

c)   godimento dei diritti civili e politici ;

d)  non avere riportato condanne penali passate in giudicato per delitti che 

     comportino l’interdizione dalla professione;

e) essere in possesso dell’abilitazione all’esercizio della professione;

f)    avere la residenza in Sardegna o, in alternativa, operare o avere operato professionalmente in ambito regionale per almeno cinque anni.

 

 

Art.5

Istituzione dell’Ordine Regionale dei Pedagogisti

 

   

1.Gli iscritti all’Elenco costituiscono l’Ordine Regionale dei Pedagogisti. Il Presidente della Regione emana, con proprio decreto, entro novanta giorni dalla data in vigore della presente legge, e previa consultazione delle associazioni regionali rappresentative della categoria, le norme per l’istituzione dell’Ordine regionale dei Pedagogisti, assicurando che esso abbia un’articolazione su base territoriale.

 

2. Il Presidente della Regione esercita la vigilanza sull’Ordine Regionale dei Pedagogisti.

 

 

Art.6

Equipollenze di titoli

 

1.Possono partecipare all’esame di abilitazione di cui all’articolo 2, ai fini dell’iscrizione all’Elenco i possessori di titoli accademici in Pedagogia o in Scienze dell’Educazione conseguiti presso istituzioni universitarie che siano riconosciute, (con decreto del Ministro dell’Università e della Ricerca scientifica e tecnologica, su parere del Consiglio universitario nazionale), di particolare rilevanza scientifica sul piano internazionale, anche se i possessori di titoli non abbiano richiesto l’equipollenza con la laurea in Pedagogia o in Scienze dell’Educazione nelle Università italiane.

 

 

Art.7

Istituzione  e iscrizione dell’albo

in sede di prima applicazione della legge

 

 

 

1.      In sede di prima applicazione della presente legge, il Presidente della Regione, entro trenta giorni dalla data in vigore della legge medesima, nomina un commissario che provvede alla formazione dell’Elenco degli aventi diritto all’iscrizione.

2.      2. L’iscrizione all’albo, ferme restando le disposizioni di cui alle lettere b), d) e f) del comma 1 dell’articolo 4 è consentita previa domanda da presentare entro sessanta giorni dalla nomina del commissario di cui al primo comma del presente all’articolo:

3.      a) ai professori ordinari, straordinari, associati, fuori ruolo e in quiescenza che insegnino o abbiano insegnato discipline pedagogiche nelle Università italiane o in strutture di particolare rilevanza scientifica anche sul piano internazionale, nonché ai ricercatori confermati e assistenti universitari di ruolo in discipline pedagogiche;

4.      b)  a coloro che ricoprano od abbiano ricoperto un posto di ruolo presso istituzioni pubbliche o private riconosciute con attività di servizio attinente alla pedagogia e all’educazione, per il cui accesso sia richiesto diploma di laurea in pedagogia o in scienze dell’educazione e che abbiano superato un pubblico concorso ovvero che abbiano fruito delle disposizioni in materia di sanatoria;

5.      c) ai laureati in pedagogia o in scienze dell’educazione o in possesso di altre lauree affini che da almeno tre anni svolgano effettivamente in maniera continuativa attività di collaborazione o consulenza attinenti alle funzioni di pedagogista o educatore con enti o istituzioni o imprese pubbliche o private.

 

 

Art.8

Sessione speciale di esame di abilitazione

 

 

1, In sede di prima applicazione della presente legge è tenuta una sessione speciale di esami per titoli alla quale sono ammessi:

a) coloro che, in possesso di diploma di laurea in Pedagogia o in Scienze dell’educazione,  ricoprono o abbiano ricoperto un posto presso un’istituzione pubblica per almeno due anni alla data di entrata in vigore della presente legge, con la qualifica di pedagogista o educatore, o che prestino o abbiano prestato attività che formano l’oggetto delle professioni di pedagogista e di educatore;

b) coloro che, in possesso di diploma di laurea in pedagogia o scienze dell’educazione, alla data dell’entrata in vigore della presente legge, risultino iscritti ad albi interni della professione di pedagogista istituiti da associazioni nazionali o regionali rappresentative della categoria;

c) coloro che, in possesso di diploma di laurea in pedagogia o scienze dell’educazione, documentino di avere svolto attività di tirocinio post-lauream  per un anno o pari a 400 ore, presso strutture educative o socio-educative pubbliche o private, promosso e valutato dalle associazioni nazionali o regionali rappresentative della categoria;

d) coloro che, in possesso di titoli accademici in pedagogia o scienze dell’educazione conseguiti presso istituzioni universitarie che siano riconosciute, con decreto del Ministro dell’Università e della Ricerca Scientifica e Tecnologica, di particolare rilevanza scientifica sul piano internazionale, documentino di aver svolto per almeno due anni le attività che formano l’oggetto delle professioni di pedagogista o educatore;

e) coloro che, in possesso di diplomi di laurea diversi da quello di pedagogia o scienze dell’educazione, documentino di aver svolto dopo la laurea, per almeno tre anni, attività che formano l’oggetto delle professioni di pedagogista o educatore.

 

Art.9

Norma finanziaria

 

 

1. Le spese previste dall’applicazione della presente legge sono valutate in 6000 euro all’anno.

 

2. Nel bilancio della regione per gli anni 2002-2004 sono introdotte le seguenti variazioni:

 

 

In  diminuzione

 

03 - Bilancio

UPB S03.006. Fondo per nuovi oneri legislativi di parte corrente

 

2002    6000 euro

 

2003    6000 euro

 

2004    6000 euro

 

Mediante riduzione della riserva di cui alla voce i della Tabella a allegata alla legge regionale 24 aprile 2001, n. 6

 

In aumento

 

12 - Sanità, assistenza sociale

 

UPB S 12.046 servizi socio assistenziali

 

2002    6000 euro

 

2003    6000 euro

 

2004    6000 euro

 

 

f.to Pacifico

 

f.to Dettori

 

f.to Demuru

 

f.to Sanna Salvatore

 

 

 

  

 

 

 

 

 

 

 

PROPOSTA DS
Una legge per tutelare i pedagogisti
di Sabrina Zedda